Nel 2026 il Museo nazionale dell’automobile di Torino inaugura una stagione che segna un vero cambio di passo nel racconto dell’automobile come fenomeno culturale, industriale e sociale. Dopo un triennio di crescita costante in termini di pubblico, reputazione internazionale e qualità progettuale, il MAUTO avvia una fase di sviluppo che non riguarda solo i contenuti, ma anche gli spazi, i linguaggi e il ruolo stesso del museo nel dibattito contemporaneo. L’automobile non è più soltanto l’oggetto esposto, ma diventa una lente interpretativa capace di tenere insieme storia e immaginario, industria e arte, design e società, sport e mobilità del futuro. Una trasformazione che arriva in un momento cruciale per il settore automotive, chiamato a ripensare se stesso tra transizione tecnologica, sostenibilità e mutamento del desiderio collettivo.
Un museo che cambia forma e amplia gli spazi
Il 2026 segna un passaggio strutturale per il MAUTO, che amplia in modo significativo i propri ambienti espositivi. Nasce una nuova area di oltre 1.600 metri quadrati dedicata al design, pensata come spazio ibrido tra percorso permanente e mostre temporanee. Qui il car design dialoga con la cultura del progetto e con la manifattura, offrendo una lettura trasversale dell’automobile come prodotto industriale e oggetto simbolico. All’interno di questo nuovo spazio prende forma anche una sezione di approfondimento sul design di prodotto realizzata in collaborazione con Triennale Milano, a conferma di una strategia che punta a costruire reti culturali solide e riconoscibili. Cresce anche la Sala Albertini, che supera i 2.000 metri quadrati e diventa il cuore delle grandi mostre tematiche, mentre una nuova Project Room amplia gli spazi dedicati alla sperimentazione artistica, alla cultura pop e agli immaginari contemporanei. A completare il percorso, una sala permanente dedicata alla pubblicità automobilistica, con una selezione di spot iconici dal primo Novecento agli anni Duemila, curata da Roberto Vaccà.
Riscrivere il museo: testi, accessibilità e nuovi linguaggi
La trasformazione del MAUTO passa anche da una riscrittura radicale del proprio apparato narrativo. Nel 2026 didascalie, testi di sala e segnaletica vengono completamente ripensati in collaborazione con Scuola Holden, seguendo criteri di chiarezza, inclusività e accessibilità totale.
“Nel rispetto della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, i contenuti diventano fruibili anche in LIS e IS grazie alla collaborazione con l’Istituto dei Sordi. Parallelamente, il Museo porta in sala una parte significativa del proprio patrimonio documentale – fotografie, disegni tecnici, materiali pubblicitari e documenti d’archivio – mettendolo in dialogo diretto con le vetture esposte.”Autore
A marzo 2026 è prevista anche l’uscita del nuovo catalogo del MAUTO, edito da Skira, che restituisce la complessità dell’istituzione attraverso saggi critici, materiali d’archivio, committenze artistiche e progetti di ricerca.
Mostre tra arte, design e immaginario contemporaneo
Il palinsesto espositivo 2026 conferma la vocazione interdisciplinare del MAUTO. Le mostre temporanee attraversano linguaggi e discipline, dalla storia della Formula 1 alla fotografia, dalla Pop Art alla musica, dal design alla cultura visiva. Tra i grandi progetti espositivi spiccano News from the Near Future, I Nemici del Drake, dedicata ai grandi rivali di Enzo Ferrari, e Serie Limitata, un dialogo tra fotografia e automobile che si estende fino al 2027. La Project Room ospita invece progetti che intrecciano arte concettuale, fotografia industriale e musica, con nomi come Alain Bublex, Mimmo Frassineti, Gerald Laing e Aldo Brovarone. Lo Spazio Design rafforza il racconto internazionale con mostre come Ferrari Design Creative Journeys 2010–2025, Storia dell’automobile in Cina e Best of Bertone, sottolineando il ruolo del design come chiave di lettura fondamentale dell’evoluzione automobilistica.
Public program, motorsport e cultura diffusa
Il Public program amplia ulteriormente la proposta culturale del MAUTO con incontri, presentazioni editoriali, proiezioni, eventi musicali e performance, tutti gratuiti e su prenotazione. Torna anche nel 2026 uno degli appuntamenti più seguiti dal pubblico: la trasmissione in diretta delle gare di Formula 1 sul maxi schermo della Piazza coperta del Museo, a conferma del forte legame tra cultura automobilistica e motorsport.
Ricerca, conservazione e patrimonio
Accanto alla dimensione espositiva, il MAUTO consolida il proprio ruolo come centro di ricerca e conservazione. Il Centro di Documentazione, che comprende biblioteca, emeroteca e archivio, avvia un progetto di rifunzionalizzazione degli spazi e di aggiornamento del sistema di catalogazione per rendere il patrimonio accessibile anche online. Prosegue inoltre l’attività del Centro di Conservazione e Restauro, con interventi su vetture storiche di straordinario valore come la Oldsmobile 6C Curved Dash del 1904, la Panhard & Levassor B1 del 1899 e la Lancia Aurelia B20 del 1958. Nel novembre 2026 torna anche la Winter School dedicata al restauro dell’automobile d’epoca, in collaborazione con il Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale e Automobile Club Italia.
Il futuro della mobilità come progetto culturale
Con The Future Unfolds, il MAUTO struttura un progetto di sistema dedicato alla mobilità sostenibile, sviluppato insieme a università, centri di ricerca, istituzioni e aziende. Spazio Futuro, Public program, Scuola di Futuro e Future Mobility Lab diventano gli assi portanti di un percorso che guarda oltre l’automobile come prodotto, interrogando il modo in cui ci muoveremo e vivremo nei prossimi decenni. Il 2026 segna così una maturità nuova per il Museo nazionale dell’automobile, che rafforza la propria identità come istituzione culturale contemporanea. Non un luogo che racconta solo il passato dell’auto, ma uno spazio capace di leggere il presente e immaginare il futuro, in un dialogo costante tra industria, società e cultura.
Fonte: forumautomotive.eu | Redazione
